Obiettivi e
Assi tematici


Obiettivi

  • Aprire spazi di riflessione condivisa, per lo scambio e la discussione di idee, attività e progetti, tra persone, gruppi e istituzioni interessate a superare i paradigmi consueti dell’istruzione.
  • Avanzare e analizzare proposte educative innovative che promuovano l’apprendimento creativo, il lavoro cooperativo, il dialogo aperto e rispettoso, la convivenza pacifica e inclusiva.
  • Generare iniziative per la sistematizzazione di concetti, metodologie e tecniche psicopedagogiche e didattiche che incentivino negli studenti e negli insegnanti la passione per la conoscenza insieme ad un maggior impegno sociale.
  • Promuovere la ricerca e le esperienze innovative inter e trans-disciplinari per cambiare i programmi educativi delle istituzioni.
  • Favorire l’interculturalità valorizzando tutti i contributi dei popoli del mondo.

Assi tematici

1. Mappe mentali e percorsi nei territori

Numerosi sono gli approcci, teorici e metodologici, a cui si fa riferimento nelle professioni educative, talvolta perdendo di vista le realtà contestuali e rischiando di devitalizzare il sapere e le relazioni. Occorre aggiornare continuamente le mappe mentali, dando indicazioni ai cartografi del sapere, affinché esse possano rispecchiare al meglio ogni territorio dell’educazione, psichico e sociale, riacquistando profondità e significato.

  • Riflessioni su teorie e metodologie educative a partire da ricerche e interventi
  • Percorsi educativi istituzionali ed extraistituzionali innovativi
  • Specificità dei contesti e delle situazioni educative

2. Ai margini della società e ai margini del pensiero

Ai margini del mondo agiato esistono dolorose realtà che confiniamo anche ai margini della nostra mente vigile: le realtà dei giovani disorientati che non sanno o non possono progettare il proprio futuro, degli emarginati che vivono cronicamente nei ghetti e nell’illegalità, dei poveri del mondo esclusi o sfruttati dall’economia globale. In questi territori l’educazione è luogo di possibile speranza, ma la Scuola spesso fallisce: ne sono testimonianza gli alti tassi di disagio e dispersione.

  • Educazione nelle periferie
  • Inclusione, partecipazione, cittadinanza attiva, legalità
  • Ricerche e interventi su varie forme di disagio scolastico e dispersione

3. Comunità educanti e apprendimento complesso integrale

“Per allevare un bambino serve l’intero villaggio” ma scuola, famiglia e comunità locali faticano spesso a collaborare nell’impresa educativa e tentano invano di dividersi gli ambiti dello sviluppo delle giovani persone, frammentando le responsabilità e gli interventi. Così chi educa sente spesso di non avere un mandato sociale ampio e forte e ritiene di doversi occupare di una parte dello sviluppo, di un ambito, una disciplina, un set di competenze. Ma l’apprendimento è complesso, coinvolge mondo interno e mondo esterno, parte dal desiderio e dalla motivazione, deve avere senso per la vita.

  • Comunità educanti: ricerche e interventi su collaborazione fra scuole, famiglie e istituzioni
  • Rigenerazione urbana e beni comuni
  • Apprendimenti formali, non formali e informali

4. Arteducazione

L’educazione deve preservare e potenziare la capacità creativa e simbolica dell’essere umano. L’arte, che ha a che fare con la bellezza ma anche con la verità del mondo, è intrinsecamente educativa (arteducazione), ma troppo spesso è lasciata ai margini dei percorsi istituzionali o messa in secondo piano. In ogni sua forma, l’arteducazione è capace di mobilitare risorse interne, affettive e cognitive, risvegliando il desiderio di apprendere, di crescere, di partecipare. In ogni parte del mondo esistono esperienze educative, anche di lunga durata, che mostrano il grande potenziale formativo e civile dell’arte.

  • Arteducazione: riflessioni teoriche e metodologiche
  • L’arte dentro e fuori la scuola
  • Arte, educazione e inclusione

5. Saperi dominanti e saperi nativi

Nella storia e nell’era della globalizzazione c’è una tendenza forte a imporre il sapere dominante come verità assoluta da inculcare con violenza epistemica e fisica, calpestando i saperi nativi fondati sulle esperienze originarie di ciascuno. É ancora necessario impegnarsi per una cultura della convivenza pacifica che sostituisca la convivenza forzata di vincitori e vinti. La valorizzazione dei saperi nativi, nelle periferie del mondo e delle città, è uno dei fondamenti di una nuova cultura dell’educazione.

  • Educazione e valorizzazione delle culture locali
  • Educazione e saperi quotidiani per il benessere della persona (movimento, alimentazione, ecc.)
  • Educazione e storia dei popoli

6. Percorsi tecnologici nel villaggio globale

Il mondo interconnesso dominato dalle tecnologie comunicative è diventato un unico villaggio globale ipercomplesso, nel quale ci si può facilmente perdere. Occorre tutta la forza dell’uomo per governare tanta complessità e produrre nuove significazioni, affinchè le tecnologie possano stare dalla parte della civiltà e non contro di essa, come invece sta già accadendo. Occorre imparare insieme ai giovani a muoversi nel labirinto tecnologico dell’apparenza e della manipolazione con fili di senso che riconducano alle finalità costruttive e creative del progresso informatico e proteggano dal suo uso deteriore.

  • Rischi e potenzialità delle tecnologie
  • Ricerche e interventi sul buon uso delle tecnologie
  • Educazione e tecnologie per l’inclusione

7. Professioni educative e responsabilità sociale

In un mondo complesso il lavoro educativo non può essere svolto in solitudine ma deve nutrirsi di cooperazione, ricerca e inventiva comune. Una buona formazione teorica e metodologica iniziale di docenti ed educatori è condizione necessaria ma non sufficiente: la professionalità educativa è basata anche sul conoscere se stessi, sul sapiente governo delle relazioni, sulla riflessione e sulla creatività che nascono in gruppi umani solidali. La formazione continua dei professionisti dell’educazione impone alle società di condividere con loro la responsabilità della funzione adulta: è tempo di rompere l’isolamento della scuola, che non può e non deve farsi carico da sola del futuro delle nuove generazioni e necessita di un clima fondato non sulla competizione ma sulla solidarietà inter e intragenerazionale.

  • Ricerche e interventi sul benessere di docenti ed educatori
  • Competizione vs solidarietà fra professionisti dell’educazione
  • Proposte per la formazione continua di docenti ed educatori

8. Educazione, storia e futuro

La società contemporanea è caratterizzata da una rappresentazione del futuro inteso come minaccia piuttosto che come promessa. Il futuro appare cupo, viene continuamente raccontato come luogo di catastrofi ambientali, economiche, storiche, ma non si può educare senza essere convinti e convincere l’altro che il futuro personale e collettivo è aperto. Solo la rappresentazione di un futuro aperto consente una reale aspirazione a crescere, diventare adulti e partecipare. É tempo di elaborare i grandi traumi storici del passato che hanno minato la fiducia nella possibilità umana di progredire. É tempo di una educazione che ritorni a sognare.

  • Educazione e rappresentazione del futuro
  • Educazione e storia
  • Utopie e distopie educative